La Croce sulla facciata della chiesa di San Pio V

La Croce sulla facciata della chiesa di San Pio V

martedì 3 marzo 2015

Quaresima 2015



La Via Crucis è tutti i Venerdì alle ore 18.00 (al termine del Rosario delle 17.30)

Al sabato pomeriggio, in questo tempo spiritualmente forte della Quaresima,  l’Adorazione eucaristica insieme ai Vespri:
17.30 – Santo Rosario
18.00 – Adorazione eucaristica e Vespri
18.30 – Santa Messa

Pellegrinaggio diocesano alla Sindone



Venerdì 8 maggio

PELLEGRINAGGIO DIOCESANO
ALLA SINDONE
Possibilità di due opzioni:
1ª opzione
Ore 8 partenza – Mattinata a colle don Bosco – 12 pranzo – Ore 13,30 partenza per Torino – Ore 15 Maria Ausiliatrice – Ore 16 S. Messa – Ore 17 partenza per parco Valentino – Ore 17,30 ritrovo di tutti i partecipanti per ingresso alla Sindone – Ore 18,30 Ingresso alla Sindone.
 2ª opzione
Ore 14 partenza da Alessandria – Ore 15,30 Maria Ausiliatrice – Ore 16 S. Messa – Ore 17,30 ritrovo di tutti i partecipanti per ingresso alla Sindone – Ore 18,30 Ingresso alla Sindone.
Il costo del viaggio, sia per la 1ª che per la 2ª opzione è di 20€ adulti, 15€ ragazzi.

venerdì 14 novembre 2014

Dossier

Nel corso dell'incontro del Consiglio Pastorale del 12 novembre scorso abbiamo letto questa lettera che un nostro amico ha mandato a don Beppe. Di qui possiamo partire con uno scambio di idee che ci conduca alla realizzazione di alcuni dossier da inviare alle famiglie della nostra parrocchia per una nuova catechesi degli adulti.

Perché credere

Qualche giorno fa don Giuseppe Bodrati mi ha chiesto di scrivere qualche riflessione rispetto alla domanda: oggi la fisica spiega molte cose, allora perché credere?
La domanda suona un po' impegnativa e devo ammettere che all'inizio mi ha spaventato. Ma come sempre il buon Beppe tende a provocare e stupire, obbligando a guardarci dentro e a scoprire, anzi a tirar fuori, il credente che è in noi! Dopo qualche azzardato tentativo di fare il filosofo, mi sono fermato a riflettere, ma con lo stesso metodo scientifico con cui rifletto quando faccio ricerca. E così è nata subito un'altra domanda: ma perché non credere? Perché la conoscenza scientifica dovrebbe indurmi a non credere? 
Che cosa è la fisica. La fisica è la scienza che, utilizzando un metodo galileiano, basato su induzione e deduzione, con conseguente verifica, fornisce una interpretazione dei fenomeni naturali e delle relazioni tra gli enti che vi appartengono. Ovvero, la fisica è la conoscenza delle relazioni fondamentali alla base dei fenomeni della natura. E' conoscenza! Come tale, evolve, si modifica, si corregge, in base al progresso delle tecniche sperimentale e metodi analitici o numerici con i quali riusciamo a fornire relazioni quantitative tra i fenomeni. Ma come tutte le conoscenze, aumenta la mia capacità di osservare, interpretare, comprendere, prevedere, operare, ma non può mettere in crisi la fede perché è da questa distinta. Galilei diceva che Dio ha scritto due libri, uno è la Bibbia, l'altro la Natura.
La fisica studia la Natura, esprimendo in linguaggio matematico i fenomeni naturali, trovando relazioni quantitative, aiutandoci a comprendere come avvengono le cose. Ma proprio come diceva Galilei la scienza spiega "come" e non "perché" avvengono i fenomeni naturali.
Quindi la conoscenza scientifica può solo avvicinarmi maggiormente alla fede, a credere. Questo non significa che mi direzioni verso una specifica fede. La specifica fede sarà il risultato di una crescita interiore, di un percorso individuale, che appartiene alla nostra cultura e storia personale. Però, sicuramente la conoscenza scientifica può aiutarmi a comprendere meglio la natura delle cose e quindi può aiutarmi a comprendere meglio il messaggio stesso insito nella mia fede. Può quindi aiutarmi nel percorso di crescita e nell'agire come credente. Agire, sì, qui è insito il problema. Il credente non può solo chiudersi in un luogo di culto, ma deve operare, essere artefice della vita, delle relazioni e dell'espressione della propria fede. Ogni religione chiede di essere vivi. E del resto è proprio nella capacità di operare che riconosciamo la differenza tra la vita, piena dei suoi colori e delle sue azioni, e la morte, arida struttura e stato della materia. Una persona è viva nella misura in cui opera!
Il 12 aprile 1615, il cardinale Bellarmino, in merito al processo Galilei, scrisse a Padre Foscarini una lettera nella quale esprimeva il suo dubbio sulla necessità di reinterpretare la Bibbia non in chiave letterale, ma alla luce delle nuove conoscenze che stavano emergendo, senza nulla togliere alle verità teologiche del Testo. Questa è una lettura corretta: la Bibbia è un riferimento religioso, non scientifico, e le sue interpretazioni sono anche esse indissolubilmente legate alle conoscenze del momento storico che si vive, come le conoscenze scientifiche. Tutto evolve. E questa evoluzione è il cammino che l'umanità svolge nella conoscenza del mondo e di Dio, e nella consapevolezza che nulla va affrontato con il pregiudizio di "sapere". Non esistono saperi, ma conoscenze e il tempo le modifica.
Così la conoscenza scientifica non ci può allontanare dalla fede! Indubbiamente, però, la conoscenza scientifica ci induce a riflessioni anche etiche e morali. La scienza ci induce a riflettere sulla necessità di una chiesa che non coincida solo con il luogo fisico di culto, ma che sia il popolo dei fedeli, ovvero una chiesa di relazioni con gli altri. E in queste relazioni umane che si scopre la molteplicità espressiva di Dio. 
In questo la scienza può metterci in crisi, nell'obbligarci a chiederci come Dio si è espresso nel mondo, nelle relazioni, nella realtà. La scienza ci induce a una maggiore ricerca di Dio, mettendo in crisi la certezza di essere solo "un buon credente e basta". Pur essendo un buon credente, la ricerca di Dio ci obbliga a migliorare noi stessi. E forse, il risultato potrà essere anche un miglioramento della realtà che ci circonda. Perché la gioia non è tanto nell'essere perfetti, ma nel cercare la via per esserlo. Chiunque è contento alla fine di una passeggiata per i boschi, ma senza la camminata nessuno arriva alla cima della montagna. E forse, se ci pensiamo bene, la vera gioia è la scoperta stessa del cammino. 
La scienza chiede di imparare a guardare il mondo osservandolo attentamente. La fede ci chiede di imparare a relazionarci con noi stessi, con gli altri e, in questo modo, con Dio.
Dopo queste "parole in libertà" sulla domanda di don Beppe Bodrati, ora concludo con una ulteriore domanda: Beppe! Ma che domande fai?

martedì 7 ottobre 2014

Chiara Luce Badano nelle parole di Benedetto XVI

Dalla testimonianza del Dottor Ferdinando Garretto nella chiesa di San Pio V il 7 ottobre 2014


Siamo stati tante volte profondamente colpiti dall'amore di Benedetto XVI per Chiara Luce Badano. Ha parlato di lei come se l'avesse conosciuta, e soprattutto come se l'avesse costantemente accanto. Con immensa gratitudine...


"Cari amici, solo l’Amore con la “A” maiuscola dona la vera felicità! Lo dimostra anche un’altra testimone, una giovane, che ieri è stata proclamata Beata qui a Roma. Parlo di Chiara Badano, una ragazza italiana nata nel 1971, che una malattia ha condotto alla morte a poco meno di 19 anni, ma che è stata per tutti un raggio di luce, come dice il suo soprannome: “Chiara Luce”. La sua parrocchia, la diocesi di Acqui Terme e il Movimento dei Focolari, a cui apparteneva, oggi sono in festa - ed è una festa per tutti i giovani, che possono trovare in lei un esempio di coerenza cristiana. Le sue ultime parole, di piena adesione alla volontà di Dio, sono state: “Mamma, ciao. Sii felice perché io lo sono”. Rendiamo lode a Dio, perché il suo amore è più forte del male e della morte; e ringraziamo la Vergine Maria che conduce i giovani, anche attraverso le difficoltà e le sofferenze, ad innamorarsi di Gesù e a scoprire la bellezza della vita." (Angelus, 26 settembre 2010)

"...voglio partire non da un ragionamento, ma da una testimonianza, una storia vissuta e attualissima. Penso che tutti voi sappiate che sabato 25 settembre scorso, a Roma, è stata proclamata beata una ragazza italiana di nome Chiara, Chiara Badano. Vi invito a conoscerla: la sua vita è stata breve, ma è un messaggio stupendo. Chiara è nata nel 1971 ed è morta nel 1990, a causa di una malattia inguaribile. Diciannove anni pieni di vita, di amore, di fede. Due anni, gli ultimi, pieni anche di dolore, ma sempre nell’amore e nella luce, una luce che irradiava intorno a sé e che veniva da dentro: dal suo cuore pieno di Dio!" (Palermo, 3 ottobre 2010)

"Persino di fronte alla morte, la fede può rendere possibile ciò che umanamente è impossibile. Ma fede in che cosa? Nell’amore di Dio. [...] Tutti conosciamo persone che hanno sopportato sofferenze terribili perché Dio dava loro una serenità profonda. Penso all’esempio recente della beata Chiara Badano, stroncata nel fiore della giovinezza da un male senza scampo: quanti andavano a farle visita, ricevevano da lei luce e fiducia! Tuttavia, nella malattia, abbiamo tutti bisogno di calore umano: per confortare una persona malata, più che le parole, conta la vicinanza serena e sincera." (Angelus, 5 febbraio 2012)

"Alla fine, però, potrebbe rimanere nel nostro cuore la domanda se veramente è possibile vivere nella gioia anche in mezzo alle tante prove della vita, specialmente le più dolorose e misteriose, se veramente seguire il Signore, fidarci di Lui dona sempre felicità. 
[...]
Più vicina a noi, la giovane Chiara Badano (1971-1990), recentemente beatificata, ha sperimentato come il dolore possa essere trasfigurato dall’amore ed essere misteriosamente abitato dalla gioia. All’età di 18 anni, in un momento in cui il cancro la faceva particolarmente soffrire, Chiara aveva pregato lo Spirito Santo, intercedendo per i giovani del suo Movimento. Oltre alla propria guarigione, aveva chiesto a Dio di illuminare con il suo Spirito tutti quei giovani, di dar loro la sapienza e la luce: «È stato proprio un momento di Dio: soffrivo molto fisicamente, ma l’anima cantava» (Lettera a Chiara Lubich, Sassello, 20 dicembre 1989). La chiave della sua pace e della sua gioia era la completa fiducia nel Signore e l’accettazione anche della malattia come misteriosa espressione della sua volontà per il bene suo e di tutti. Ripeteva spesso: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io»." (Messaggio per la XXVII Giornata Mondiale della Gioventù 2012)

"Saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i giovani del Movimento dei Focolari provenienti da molti Paesi del mondo. Cari giovani, l’esempio della beata Chiara Badano vi aiuti nel cammino della fede! A tutti auguro una buona festa, nella luce e nella pace del Natale del Nostro Signore Gesù Cristo. Grazie! Buona festa e tanta gioia." (Angelus, 26 dicembre 2012)


domenica 28 settembre 2014

FESTINSIEME 2014

Programma

Domenica 5 ottobre
  • Ore 11.00 Santa Messa presieduta da don Silvio "Mago Sales"
  • Ore 15.00 Spettacolo di magia per grandi e piccini. Degustazione di caldarroste... e non solo
  • Ore 19.00 Adorazione Eucaristica 



Lunedì 6 ottobre 
  • Ore 19.00 Adorazione Eucaristica
Martedì 7 ottobre 
  • Ore 19.00 Adorazione Eucaristica
  • Ore 20 Testimonianza sulla Beata Chiara Luce Badano da parte del medico che l'ha assistita. È un momento di riflessione per tutti e in particolare per i giovani e le famiglie. Al termine, un momento dolce per tutti

Chiara Luce Badano



Chiara Badano nacque a Savona il 29 ottobre 1971. Visse a Sassello con il padre Ruggero, camionista, e la madre Maria Teresa, casalinga. Volitiva, tenace, altruista, di lineamenti fini, snella, grandi occhi limpidi, sorriso aperto, ama la neve e il mare, pratica molti sport. Ha un debole per le persone anziane che copre di attenzioni. A nove anni conosce i ‘Focolarini’ di Chiara Lubich ed entra a fare parte dei ‘Gen’. Dai suoi quaderni traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita. Terminate le medie a Sassello si trasferisce a Savona dove frequenta il liceo classico. A sedici anni, durante una partita a tennis, avverte i primi lancinanti dolori ad una spalla: callo osseo la prima diagnosi, osteosarcoma dopo analisi più approfondite. Inutili interventi alla spina dorsale, chemioterapia, spasmi, paralisi alle gambe. Rifiuta la morfina che le toglierebbe lucidità. Si informa di tutto, non perde mai il suo abituale sorriso. Alcuni medici, non praticanti, si riavvicinano a Dio. La sua cameretta, in ospedale prima e a casa poi, diventa una piccola chiesa, luogo di incontro e di apostolato: "L’importante è fare la volontà di Dio...è stare al suo gioco...Un altro mondo mi attende...Mi sento avvolta in uno splendido disegno che, a poco a poco, mi si svela...Mi piaceva tanto andare in bicicletta e Dio mi ha tolto le gambe, ma mi ha dato le ali..." Chiara Lubich, che la seguirà da vicino, durante tutta la malattia, in un’affettuosa lettera le pone il soprannone di ‘Luce’. Mons. Livio Maritano, vescovo dicocesano, così la ricorda: "...Si sentiva in lei la presenza dello Spirito Santo che la rendeva capace di imprimere nelle persone che l’avvicinavano il suo modo di amare Dio e gli uomini. Ha regalato a tutti noi un’esperienza religiosa molto rara ed eccezionale". Negli ultimi giorni, Chiara non riesce quasi più a parlare, ma vuole prepararsi all’incontro con ‘lo Sposo’ e si sceglie l’abito bianco, molto semplice, con una fascia rosa. Lo fa indossare alla sua migliore amica per vedere come le starà. Spiega anche alla mamma come dovrà essere pettinata e con quali fiori dovrà essere addobbata la chiesa; suggerissce i canti e le letture della Messa. Vuole che il rito sia una festa. Le ultime sue parole: "Mamma sii felice, perché io lo sono. Ciao!". Muore all’alba del 7 ottobre 1990. E’ “venerabile” dal 3 luglio 2008. E' stata beatificata il 25 settembre 2010 presso il Santuario del Divino Amore in Roma.
La sua festa liturgica ricorre il 29 ottobre.
www.chiaralucebadano.it