La Croce sulla facciata della chiesa di San Pio V

La Croce sulla facciata della chiesa di San Pio V

domenica 20 aprile 2014

Pasqua di Resurrezione



Perdonami Signore, se a volte, non credo abbastanza nella primavera della vita,
perché, troppo spesso, mi sembra un lungo inverno che non finisce mai di rimpiangere le sue foglie morte o i suoi fiori scomparsi.

Eppure con tutte le mie forze credo in te, Signore, ma urto contro il tuo sepolcro
e lo scorgo vuoto.
E quando gli apostoli d’oggi mi dicono che ti hanno visto vivente sono come
san Tommaso, ho bisogno di vedere e di toccare.

Dammi abbastanza fede, ti supplico, Signore, per aspettare la primavera,
e nel momento più duro dell’inverno, per credere alla pasqua trionfante oltre il venerdì di passione.

Signore tu sei risorto! Dal sepolcro, grazie a te, la vita è uscita trionfante. La sorgente d’ora in poi  non si prosciugherà mai, vita nuova, offerta a tutti, per ricrearci per sempre figli di un Dio che ci attende, per le pasque di ogni giorno e di una gioia eterna.

Era Pasqua ieri, Signore, ma è Pasqua anche oggi,
ogni volta che accettando di morire in noi stessi, con te apriamo una breccia nella tomba dei nostri cuori, perché zampilli la fonte e scorra la tua vita.
Era Pasqua ieri, ma è Pasqua anche oggi,
quando un bambino divide le sue caramelle, dopo aver in segreto lottato per non tenersele tutte lui.
Quando marito e moglie si abbracciano di nuovo dopo una discussione o una penosa rottura.
Quando i ricercatori scoprono il rimedio che guarisce e il medico riaccende
la vita che senza di lui si spegneva.
Quando le porte della prigione si aprono, perché la pena è terminata, e quando già nella sua cella il carcerato divide le sigarette con i compagni.
Quando l’uomo dopo un lungo sforzo
trova lavoro e porta a casa un po’ di denaro guadagnato.

(M. Quoist)

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